Il Gran Giro Psicoatletico d’Italia è un progetto dello scrittore e viandante Enrico Brizzi, articolato su quattro distinti viaggi a piedi, ciascuno fra le 25 e le 40 tappe, da effettuarsi in stagioni consecutive: il Giro della Libertà, il Giro del Triveneto, il Giro del Nord-Ovest e il Giro delle Capitali.
Il progetto intende celebrare la varietà e ricchezza del nostro Paese proponendo un circuito di itinerari che, a livello pratico, traverseranno quattro macro-aree del nostro Paese, territori idealmente legati ad altrettante figure e momenti della storia italiana.
Dopo due grandi viaggi che l’hanno visto percorrere a piedi tutte le regioni meridionali del nostro Paese (la tratta Roma-Brindisi del viaggio a Gerusalemme del 2008, e la parte finale dell’itinerario di Italica 150 che, partito dall’Alto Adige, ha conosciuto il suo arrivo in Sicilia), nelle prossime stagioni l’attenzione di Brizzi tornerà a concentrarsi sul Centro e sul Nord Italia: a volo d’uccello, è possibile immaginare sulla mappa quattro linee colorate che portano da Roma a Venezia, da Venezia al Garda, dal Garda a Torino, e da Torino di nuovo a Roma.
La partenza del primo viaggio, il Giro della Libertà, è fissata a Roma, 15 maggio 2012, per puntare verso Venezia, seguendo le orme di Giuseppe e Anita Garibaldi nella loro epica fuga del 1849. “Braccati da quattro eserciti”, come riportano i monumenti, traversarono Lazio, Umbria, Toscana e Marche, prima di trovare momentaneo rifugio a San Marino, e imbarcarsi da Cesenatico verso le fatali Valli di Comacchio. Brizzi e i suoi compagni di viaggio Psicoatleti seguiranno le loro orme, prolungando l’itinerario fino alla Città della Laguna, l’arrivo sognato dai due, “bramosi di Libertà”.
Il secondo viaggio, il Giro del Triveneto, ripartirà da Venezia per traversare Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, con arrivo sulle sponde del Lago di Garda: sarà un’opportunità per interrogare a passo d’uomo le nostre vecchie terre di frontiera: potremo domandarci cosa significhi oggi un confine, e in che modo l’Italia sia permeata di cultura mitteleuropea, traversando il Basso Veneto, il Friuli delle antiche abbazie, Trieste e la Venezia Giulia, verso i sentieri delle Alpi Orientali, per prendere quota nel Bellunese e andare incontro alle Dolomiti, le montagne che il mondo ci ammira e che furono, ormai un secolo fa, il disastroso teatro della Grande Guerra.
Il Trentino-Aldo Adige, infine, paradiso escursionistico e vivo esempio di un’integrazione fertile ma non priva di contraddizioni, sarà il teatro dell’arrivo al lago di Garda.
Il terzo viaggio, il Giro del Nord-Ovest, riprenderà le mosse dalle rive del Garda per snodarsi attraverso la Lombardia, compresa l’area metropolitana di Milano, l’Alto Piemonte e la Val d’Aosta, con arrivo a Torino.
L’itinerario, che unisce i paesaggi mozzafiato della Valtellina, del Monte Rosa e del Gran Paradiso a lunghe tratte su percorsi secondari e due traversate metropolitane (Milano e Torino city-crossing), intende interrogare la duplice anima delle regioni più industrializzate del Paese, le stesse dalle quali prese mossa l’Unità nazionale e il boom economico: natura e cammino in città possono ben convivere, in un grande viaggio a piedi come questo.
Il quarto e ultimo viaggio del Gran Giro ha nome Giro delle Capitali: unisce, infatti, le tre capitali d’Italia, Torino, Firenze e Roma, chiudendo nell’Urbe l’anello avviato col Giro della Libertà.
I sentieri fra i vigneti del Piemonte meridionale e l’Alta Via dei Monti Liguri saranno la chiave d’accesso al fondovalle, e al ricongiungimento a Lucca con un itinerario consacrato da secoli di storia, la Via Francigena percorsa dai pellegrini diretti a Roma (e ripercorsa da Brizzi nel 2006): Toscana e Lazio, quindi, saranno teatro ideale per una riflessione sul passato del nostro Paese, al quale sono legate opportunità di rilancio immediato, a partire dalla valorizzazione del nostro immenso patrimonio paesaggistico e culturale.

Il Giro della Libertà
Il percorso, primo giro del circuito GGPI, si snoda da Roma a Venezia lungo l’itinerario di Anita e Giuseppe Garibaldi in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana (1849), attraverso il Lazio, l’Umbria, la Toscana, le Marche, la Romagna e il Delta del Po.
I luoghi-cardine del viaggio, dove saranno letti i proclami psicoatletici, sono sei.
Roma Gianicolo: lasciamo la Capitale, verso la libertà!
Giuseppe e Anita avrebbero voluto Roma capitale d’Italia già nel 1849, e certo sognavano un’Italia diversa da quella che poi si è realizzata. Da qui partiamo insieme al portabandiera degli Psicoatleti capitolini.
Terni: arrivano i volontari.
Il centro geografico d’Italia è stato scelto come luogo per l’appuntamento con gli Psicoatleti di Terni e quelli della batteria universitaria “Primavera”.
Montepulciano: la colonna riposa.
Giuseppe e Anita, braccati dagli eserciti delle potenze reazionarie, furono costretti a un discontinuo zig-zag. Anche noi, giunti nell’ex Granducato, ci prendiamo una pausa.
San Marino: pacifico sconfinamento.
La Repubblica del Titano offrì rifugio ai due e ai loro fedelissimi. Per noi è un posto-tappa consueto, lungo l’ormai classico itinerario della Strada Romea Sansepolcro-Rimini. Sarà ancora la terra della Libertà?
Valli di Comacchio: un fiore per Anita
Preso il mare a Cesenatico, i Garibaldi sbarcarono presso Comacchio per l’atto più drammatico della loro storia. Renderemo onore alla memoria di Anita laddove spirò, alle Mandriole.
Venezia: arrivo alla garibaldina
I Garibaldi non arrivarono mai alla Città della Laguna, e Venezia stessa capitolò nel giro di poche settimane, stretta dall’assedio straniero. Celebreremo i nostri Eroi lontano dai circuiti turistici, nella Venezia più autentica e popolare.
DATI TECNICI:
Partenza da Roma, arrivo a Chioggia (VE) e trasferimento via acqua a Venezia.
Itinerario di 750 chilometri, prevalentemente su viabilità secondaria e sentieri.
Agenda prevista: 21 tappe ordinarie, 3 mezze tappe, 3 giornate di riposo.
Tappa media prevista: 33,3 km
GPM previsto: Alpe della Luna, 1380 m slm




